Giorgio Falcetto è un proctologo e si occupa della cura e prevenzione di malattie come emorroidi, stipsi, ragadi. Giorgio Falcetto è proctologo a Biella, Milano e Novara.

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sintomo di stipsi o stitichzza sintomo di stipsi o stitichzza

Il Sintomo "stipsi"

“Ridotta frequenza dell’alvo”
ma anche:
“Difficoltà ad evacuare” (52%)
“Evacuazione di feci dure” (44%)
“Incapacità di evacuare malgrado lo stimolo” (34%)
“Evacuazioni infrequenti” (32%)
Nel 99% della popolazione generale la frequenza dell’alvo è compresa tra 3 evacuazioni al giorno e 3 evacuazioni alla settimana


STIPSI: VALUTAZIONE ANAMNESTICA

    Anamnesi alimentare:
  • regolarità
  • apporto di fibre
  • dieta occidentale: 10-15 g/dì
  • Paesi del Terzo Mondo: 150 g/dì
  • consigliato: 1 g per ogni 100 Kcal (25-30 g/dì) + assunzione di almeno 1,5-2,5 L di acqua
    Abitudini di vita:
  • sedentarietà
    Anamnesi farmacologica:
  • assunzione di farmaci ad effetto costipante
  • assunzione di lassativi e loro efficacia
    Anamnesi ginecologica:
  • numero di parti
  • interventi chirurgici ostetrico-ginecologici
    Anamnesi patologica recente


costipazione cronica posizione corretta per la defecazione

Rimedi e Cura

La terapia dipende dalla causa, dalla gravità e dalla durata della stitichezza, però, nella maggior parte dei casi, semplici modifiche della dieta e dello stile di vita saranno sufficienti per alleviare i sintomi e prevenirne la ricorrenza.


DIETA

Una dieta con un apporto sufficiente di fibre (da 20 a 35 grammi al giorno) aiuta l’organismo ad espellere feci morbide e ben formate. Tra gli alimenti ad alto contenuto di fibre ricordiamo:
i legumi,
la crusca e i cereali integrali,
la frutta fresca e le verdure come gli asparagi, i cavoletti di Bruxelles, i cavoli e le carote.
Per chi è soggetto alla stitichezza è anche importante limitare la quantità di alimenti che contengono poche fibre o non ne contengono affatto, come i gelati, i formaggi, la carne e gli alimenti conservati.



MODIFICHE DELLO STILE DI VITA

Tra gli altri cambiamenti che potrebbero essere utili per curare e prevenire la costipazione, potrebbe essere utile bere acqua e altri liquidi in modo abbondante, come i succhi di frutta e di verdura o il brodo magro, in modo da non disidratarsi; è inoltre consigliabile fare esercizio fisico tutti i giorni e riservarsi il tempo sufficiente per andare in bagno.
È infine fondamentale non ignorare mai l’urgenza di andare in bagno.

LASSATIVI

Chi soffre di stitichezza lieve non ha bisogno di lassativi, tuttavia a chi, pur avendo cambiato la dieta e lo stile di vita soffre ancora di stitichezza, il medico può consigliare i lassativi o i (micro)clisteri, sempre per un breve periodo.
Queste terapie possono rimettere in moto un intestino che soffre di pigrizia cronica. Per i bambini una terapia a breve termine con lassativi osmotici, oltre a ristabilire la regolarità intestinale, aiuta a prevenire la stipsi.
La decisione di assumere un lassativo ed eventualmente quale scegliere dovrebbe essere presa da un medico: i lassativi per uso orale sono in commercio in forma liquida, di compresse, di polvere e di granuli idrosolubili. I loro meccanismi di funzionamento sono diversi:
Gli integratori di fibre, in generale, sono considerate i più sicuri, ma sono in grado di interferire con l’assorbimento di determinati farmaci. Questi lassativi aumentano la massa delle feci e vanno assunti con l’acqua. Assorbono l’acqua presente nell’intestino e ammorbidiscono le feci. Tra gli esempi di integratori di fibre ricordiamo Benefibra® e Psyllogel®: vanno assunti insieme all’acqua perché altrimenti sono in grado di causare ostruzioni intestinali. Molti pazienti, però, non presentano alcun miglioramento dopo averli assunti e anzi lamentano un peggioramento del gonfiore e dei dolori addominali.
Gli stimolanti causano contrazioni ritmiche dell’intestino. Tra i più diffusi ricordiamo Dulcolax® e Pursennid®.
I lassativi osmotici modificano il passaggio dei liquidi all’interno del colon, facendo distendere l’intestino. Questo tipo di farmaci è utile per chi è affetto da stitichezza idiopatica. Tra i lassativi osmotici in commercio ricordiamo Portolac® e Laevolac®. I pazienti diabetici dovrebbero essere tenuti sotto controllo per via del rischio di squilibri elettrolitici.
I lassativi emollienti lubrificano le feci e prevengono la disidratazione e sono consigliati, in genere, dopo il parto o gli interventi chirurgici. Questi prodotti sono consigliati per chi non può compiere sforzi per andare in bagno. L’uso prolungato di questo tipo di farmaci può causare squilibri elettrolitici.
I lassativi lubrificanti lubrificano le feci, facendole muovere nell’intestino con maggior facilità. L’olio di vasellina è il tipo più diffuso. I lubrificanti tipicamente stimolano l’evacuazione entro 8 ore dall’assunzione.
I lassativi salini funzionano come una spugna, attraendo l’acqua nel colon per facilitare il passaggio delle feci. Tra i prodotti di questo tipo ricordiamo la magnesia. I lassativi salini sono usati per curare la stitichezza acuta quando non c’è evidenza di ostruzione intestinale. Con un uso protratto sono stati riferiti squilibri elettrolitici, soprattutto nei bambini piccoli e nei pazienti affetti da insufficienza renale.
Gli attivatori dei canali del cloro aumentano l’idratazione e la motilità intestinale facilitando il transito delle feci e facendo quindi diminuire i sintomi della costipazione.
Chi soffre di dipendenza dai lassativi dovrebbe smettere gradualmente di assumerli, sempre con l’aiuto di un medico. Nella maggior parte dei pazienti l’interruzione dei lassativi permette al colon di ritornare a contrarsi normalmente.

ALTRE TERAPIE

La terapia della stitichezza deve essere mirata alla causa specifica, ad esempio il medico potrebbe consigliare di smettere di assumere un determinato farmaco oppure di eseguire un intervento chirurgico per correggere un problema ano-rettale come il prolasso rettale, una patologia in cui la parte inferiore del colon si piega su se stessa verso il basso, ostruendo il transito intestinale.
Chi è affetto da stipsi cronica causata da disfunzioni ano-rettali può usare il biofeedback per allenare i muscoli che controllano il transito intestinale. Nel biofeedback viene usato un sensore che controlla l’attività muscolare: l’attività muscolare viene visualizzata a computer, permettendo una diagnosi approfondita della funzionalità organica. Il terapeuta poi usa queste informazioni per insegnare al paziente come riallenare questi muscoli.
L’asportazione chirurgica del colon può essere un’opportunità da valutare per i pazienti affetti da sintomi gravi provocati dall’inerzia colica; tuttavia è opportuno valutare attentamente i benefici dell’intervento in rapporto alle possibili complicazioni, che comprendono il dolore addominale e la diarrea.