Giorgio Falcetto è un proctologo e si occupa della cura e prevenzione di malattie come emorroidi, stipsi, ragadi. Giorgio Falcetto è proctologo a Biella, Milano e Novara.

Soffri di Emorroidi o Stipsi? LIBERATENE e ritorna al meglio in TEMPI BREVISSIMI

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terapia chirurgica per emorroidi terapia chirurgica per emorroidi

TRATTAMENTO SCLEROSANTE

Le emorroidi interne di I grado, che presentano sintomi di una certa entità, vengono spesso curate con l’iniezione di sostanze sclerosanti. Si tratta di un intervento conservativo ambulatoriale che prevede l’iniezione di un agente sclerosante (per esempio, olio fenolato 5%) per via sottomucosa alla radice del peduncolo emorroidario. L’intervento può provocare una lieve dolenzia rettale e la guarigione completa richiede 3-6 settimane. Molto raramente si verificano complicanze, come necrosi e ulcerazione, ma è molto comune l’insorgenza di recidive.


LA FOTOCOAGULAZIONE

Coagulazione infrarossa: In questa tecnica il tessuto anormale si espone ad una scarica improvvisa di luce infrarossa (tipo radiazioni). Questo coagula le proteine del tessuto ed evapora l’acqua delle cellule, diminuendo il flusso sanguigno della regione in cui si applica. Il principio è identico a quello della legatura con gomma elastica. Sull’area trattata si forma una piccola cicatrice che evita il prolasso del tessuto e quindi diminuisce i sintomi. Si utilizza uno strumento speciale per applicarlo sulla base delle emorroidi affettate. Frequentemente è necessario fare tre o quattro applicazioni in ogni pacchetto emorroidale, e le sedute possono ripetersi ogni 3 GG consente di coagulare i vasi sanguigni fino a una profondita di 3 mm, con applicazioni indolori della durata di 1,5-2 secondi, eseguite al di sopra dei pacchetti emorroidari (solitamente tre).

terapia chirurgica della fotocoagulazione

LEGATURA ELASTICA DELLE EMORROIDI

E’ un intervento non doloroso, che consiste nell’aspirare il tessuto in esubero che viene legato con fili elastici. Questa parte di tessuto è destinata a cadere nell’arco di 5/7 giorni. Sono necessarie generalmente 3/4 sedute, a di stanza di una ventina di giorni una dall’altra, a secondo del numero di legature da effettuare. Si usano anelli di gomma che strozzano il gavocciolo emorroidario.

terapia chirurgica della legatura elastica

CRIOTERAPIA SELETTIVA DELLE EMORROIDI

La crioterapia per emorroidi cura la patologia emorroidaria offrendo questi vantaggi:
La CRIOTERAPIA SELETTIVA è la cura MENO INVASIVA, al momento.
La CTS permette di NON lasciare all'interno del canale anale punti di sutura metallici che potrebbero, nel tempo, creare problemi anche gravi.
La CRIOTERAPÌA SELETTIVA permette di curare le emorroidi di primo e II grado.

crioterapia chirurgica

EMORROIDECTOMIA SEC. MILLIGAN & MORGAN

Nel 1937, a Londra, Milligan propose l'escissione radicale dei peduncoli emorroidari con legatura bassa, il metodo si associò presto anche al nome di Morgan e l'emorroidectomia sec. Milligan e Morgan si diffuse rapidamente per la sua efficacia e semplicità. Attualmente la emorroidectomia è uno degli interventi maggiormente eseguiti al mondo.
L'intervento, in genere, viene eseguito in anestesia loco-regionale anche se è possibile effettuarlo, in casi selezionati, in anestesia locale. Il primo tempo dell'intervento è rappresentato dalla corretta esposizione dei tre gavoccioli emorroidari che devono essere trazionati verso l'esterno. Si pone così in evidenza il peduncolo di ciascun nodulo. Successivamente si separa ciascun nodulo dalla cute lungo il versante esterno e per via smussa lo si scolla dallo sfintere fino a raggiungere il suo peduncolo che viene legato. Successivamente si seziona il nodulo emorroidario. L'intervento, apparentemente considerato banale, deve rigorosamente rispettare l'anatomia della regione così come dei ponti di mucosa tra i tre gavoccioli e ciò al fine di evitare spiacevoli complicanze.
Ad intervento ultimato, si verifica accuratamente l'emostasi e si pone un tampone emostatico nel canale anale.
L'emorroidectomia di Milligan Morgan è associata ad un trascurabile dolore post-operatorio se viene condotta con tecnica corretta. Alla dimissione i pazienti vengono invitati a controllare per alcuni giorni la eventuale comparsa di sanguinamenti che se abbondanti richiedono una revisione dell'emostasi in sala operatoria. Si consiglia loro di assumere dei blandi lassativi al fine di assicurare l'evacuazione di feci morbide e di essere particolarmente accurati nell'igiene intima. Tutti i pazienti vengono sottoposti ad un follow-up accurato nel corso del primo anno dall'intervento


MUCOPROLASSECTOMIA EMORROIDARIA SECONDO LONGO

Tecnica di correzione del prolasso mucoso ed emorroidario ideata nel 1993 dal Dott. Antonio Longo. Questa innovativa metodica, denominata PPH (Procedure for Prolapse Haemorroids), viene attuata con l'ausilio di una suturatrice automatica circolare (stapler), di un dilatatore analele di un anoscoplo appositamente progettati e realizzati da Ethicon Endo-Surgery. La metodica PPH è da considerarsi rivoluzionaria in quanto ha cambiato l'obiettivo dei chirurghi nella cura della malattia emorroidaria. Infatti, mentre fino allora si era cercato il modo migliore di asportare le emorroidi, con la tecnica PPH esse vengono semplicemente riportate nella toro sede anatomica naturale e fissate stabilmente. Inizialmente la nuova metodica PPH è stata accolta con qualche perplessità, ma poi ha iniziato ad essere adottata da un numero sempre maggiore di chirurghi e oggi è diventato l'intervento di scelta per le emorroidi prolassate di II°, III° e IV° grado
L'intervento con la tecnica PPH è eseguibile in anestesia locale o regionale. Dura in media 8-10 minuti contro i 30-40 minuti richiesti dall'emorroidectomia tradizionale. E' necessario solo un giorno di ricovero ospedaliero, in quanto intervento è eseguibile in one day/surgery (per una emorroidectomia classica un paziente può restare in ospedale fino a 5 giorni). Non viene provocata una ferita, ma una sutura chiusa che non ostacola l'immediata ripresa di ogni attività fisica.
I punti di sutura (in titanio) vengono fissati con l'ausilio di una apposita cucitrice circolare automatica in una regione povera di recettori sensitivi; ciò fa sì che il dolore postoperatorio sia modesto. Le complicanze sono rare e lievi. L'intervento determina un miglioramento del deflusso venoso, eliminando i rischi correlati all'ostacolato deflusso.
Il riposizionamento nel canale anale dei cuscinetti emorroidari e della mucosa anale migliora la continenza.

terapia chirurgica della mucoprolassectomia emorroidaria terapia chirurgica della mucoprolassectomia emorroidaria terapia chirurgica della mucoprolassectomia emorroidaria terapia chirurgica della mucoprolassectomia emorroidaria

METODO THD

La chiusura delle arterie emorroidarie sotto l'assistenza dell'eco doppler ha radicalmente modificato la terapia ambulatoriale. Lo strumento, chiamato Hal Doppler, sviluppato nel 1995 dal Prof. Morinaga in Giappone, rende l'intervento ambulatoriale ancora più rapido e sicuro.
Il metodo THD è un trattamento chirurgico della patologia emorroidaria, alternativo rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali. Sviluppato in Italia a partire dai primi anni 2000, il metodo THD (letteralmente Transanal Hemorrhoidal Dearterialization) ha riscontrato il favore della comunità medica. La bibliografia scientifica in merito è ampia e i riscontri su migliaia di pazienti affetti da patologia emorroidaria, anche grave, trattati con metodo THD, sono positivi.
Il metodo THD è una procedura chirurgica alternativa alla tradizionale escissione delle emorroidi: la tecnica classica, infatti, costituisce un trauma per la complessa fisiologia del canale ano-rettale e per il paziente, su cui incombono complicanze e un intenso dolore postoperatorio. Diversamente, il metodo THD è un approccio mini-invasivo e con sensibile riduzione del dolore post-operatorio. I pazienti sono trattati con una tecnica innovativa: i rami dell'arteria emorroidaria superiore vengono individuati tramite guida doppler e successivamente legati per far diminuire l'iperafflusso arterioso ai cuscinetti emorroidari.
La dearterializzazione, ovvero l'individuazione e la legatura selettiva delle branche terminali dell'arteria rettale superiore, e la mucopessìa, ovvero il riposizionamento dei cuscinetti nella loro naturale sede anatomica, consentono al paziente il ripristino della normale fisiologia ed una rapida ripresa postoperatoria. E' infatti ampiamente documentato che, al pari dell'emorroidectomia tradizionale e della prolassectomia con PPH, il metodo THD rappresenta un efficace trattamento chirurgico anche per il prolasso muco-emorroidario, sintomo peculiare degli stadi più avanzati della malattia.
Poiché non si tagliano né si tolgono tessuti, il dolore postoperatorio è blando, sopportabile o del tutto assente, e le complicanze sono rare, limitate e facilmente risolvibili. Questo consente di eseguire l'intervento in regime di day-surgery, con qualsiasi tipo di anestesia.
Nel postoperatorio non occorre eseguire terapie mediche particolari, ma è consigliabile una dieta ricca di liquidi (due litri al dì) e fibre, per favorire evacuazioni con feci poco compatte eliminando il trauma delle stesse sul canale anale. Il ritorno alle normali attività avviene mediamente in 2-5 giorni.
Grazie alla limitata invasività, il metodo THD può essere applicato anche ai pazienti con gravi malattie (quali ad esempio disfunzioni cardiache e renali, diabete etc.) o già operati con altro metodo chirurgico. Il ripristino della normale anatomia, dopo alcuni mesi dall'intervento, non compromette la possibilità di eseguire altri interventi sul canale anale e sul retto, né l'attività sessuale e le consuetudini di vita come, ad esempio, l'uso della bicicletta o la corsa.

hal doppler

ASPORTAZIONE CHIRURGICA CON LIGASURE

Una nuova tecnica si è affacciata con successo in questi ultimi anni: la radiofrequenza (LigasureTM); si tratta di un innovativo dispositivo emostatico elettrochirurgico bipolare. La coagulazione prodotta dalla radiofrequenza può essere ritenuta una "clip biologica", di resistenza paragonabile alle clips emostatiche e alle legature convenzionali.

terapia chirurgica con ligasure